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lunedì 21 aprile 2008

De Laurentiis adesso punta all’Europa


«Saranno anche minime le possibilità di andare in Europa al primo anno di A, ma abbiamo il dovere di fare tutto quanto è nelle nostre capacità per cercare di stupire tutti al di là delle più rosee aspettative». Aurelio De Laurentiis ha visto a Los Angeles in streaming l'incontro disputato al Tardini. Una levataccia, considerando il fuso orario, ma ne è valsa la pena. «Ho visto il Napoli dominare dall'inizio alla fine - dice il presidente -. Raramente il Parma si è affacciato nella nostra metà campo. Il possesso della palla e il predominio territoriale alla distanza ci hanno premiato e hanno premiato anche le scelte di Reja». De Laurentiis ha parlato a lungo con Marino a fine partita. È stato il primo a cui il patron ha fatto i complimenti. Facile intuire il perché: il dirigente, dopo una vita nel calcio, sa individuare gli elementi migliori, sa come arrivare ai loro acquisti, sa come ingaggiare ottimi elementi senza spendere cifra esorbitanti. «Sono orgoglioso di Reja e della squadra. Alla vigilia avevo parlato al telefono con i giocatori, sollecitandoli a dare il massimo. Ho visto la partita, ho ammirato la grinta e la concentrazione dei ragazzi. Avevano promesso che non ci sarebbero più state prestazioni come quella di Catania. Sono stati di parola», ha aggiunto De Laurentiis. Il presidente è in piena sintonia con il dg: «So bene che sono poche le chance di centrare il traguardo europeo al primo anno di serie A, ma anche se si tratta solo dell'1%, sono certo che non lasceremo niente di intentato per far sì che si possa stupire il nostro pubblico». De Laurentiis spende parole di elogio anche per i tifosi: «Sin dal primo giorno della mia gestione, il loro affetto è stato sempre costante, la loro presenza fondamentale. Se per una gara senza grande significati si sono presentati in cinquemila a Parma, dico che bisogna dedicare a questi tifosi il nostro successo». «Io assegno un bel 9 sia a Reja che alla squadra per come hanno preparato e per come hanno giocato una partita insidiosa contro una squadra che spesso ha creato un clima di intimidazione», osserva Pierpaolo Marino che è entrato in campo per bloccare il furibondo Gargano. «Non è stata colpa del Napoli quella rissa - dice il manager -. Gargano si è avventato sull'avversario soltanto per proteggere Lavezzi che era stato aggredito mentre era a terra. Ho preferito allontanarlo per evitare guai peggiori. Dobbiamo ringraziare la direzione esperta di Ayroldi se l'incontro non è degenerato in quanto il Parma è entrato in campo con uno spirito violento. Lo ripeto, ho visto troppe intimidazioni». Il Napoli non ha fatto sconti al Parma, proprio come fece il Parma nel 1998 quando vinse e condannò il Napoli alla serie B. «Parliamo della nostra importante vittoria - aggiunge Marino -. Dinanzi a cinquemila tifosi ho ammirato un Napoli puntiglioso, autoritario. Sono venuto a Napoli con la squadra in C1 proprio perché sapevo di poter contare anche su tifosi impareggiabili. Ed ora? Ora culliamo la nostra ambizione di centrare sùbito l'Europa. Vinciamo le prossime quattro gare e vediamo cosa farà chi ci sta davanti». di Vittorio Raio

FONTE : Il Mattino

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