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sabato 24 maggio 2008

Aurelio De Laurentiis : «Io e il Napoli, un amore per tutta la vita»


«Non venderei mai il Napoli. È il mio gioiello numero 1. Non esiste cifra per acquistarlo. Dopo quattro anni vissuti intensamente nel calcio, sento il Napoli come una parte di me stesso, del mio vivere quotidiano. Non girando alcuni film negli States, ho rinunciato a decine di milioni di dollari per lavorare per la crescita del Napoli. Non venderei i migliori calciatori, figurarsi la società». È l’atto d’amore di Aurelio De Laurentiis nel giorno del suo cinquantanovesimo compleanno. Il presidente lo festeggia a Capri con la sua famiglia e con i suoi amici. A Reja e ai calciatori ha detto «arrivederci ai primi di luglio» durante la cena di giovedì al ristorante Caruso, al nono piano dell’hotel Vesuvio. Si è scherzato, si è brindato soprattutto all’ottavo posto del Napoli. Il presidente ha ringraziato tutti donando loro un telefonino dell’ultima generazione con due linee e con il logo del Napoli. Una chicca molto apprezzata da Reja e dagli azzurri. Presidente, è già tempo di parlare di futuro. «Siamo tutti proiettati verso la prossima estate che vedrà il Napoli nuovamente impegnato in Europa. Nessuno l’avrebbe mai pensato». Avevate pronosticato il decimo-dodicesimo posto. «Reja e la squadra hanno fatto meglio. Bravi. Ora, ci sarà da lavorare per confermare quanto di buono è stato fatto, per eliminare qualche errore, per migliorare. Non mi va di porre un obiettivo preciso, considerando che al gruppo piace stupire me e tutti i tifosi». Lei ha parlato di quattro acquisti. Pensa sempre ad un Napoli composto da tutti napoletani? «Non più. Era un sogno e tale rimarrà. Vivendo nel calcio si diventa realisti, opportunisti. Non si possono portare a Napoli i napoletani? Dunque, mentre cresceranno i nostri ragazzi del vivaio, ci affideremo magari ai sudamericani che, tra l’altro, fanno parte della storia del Napoli». Paolo Cannavaro spera nell’arrivo di Borriello. «Borriello è un calciatore importante che ha già fatto tantissima strada. È già esploso nel mondo del calcio. A Napoli verrà chi deve ancora imporsi, ovvero giovani talenti come Hamsik, Lavezzi ed altri. Non vogliamo divi e divetti, ma puntiamo sulla crescita del gruppo. I risultati ci stanno dando ragione, il nostro modello è il Manchester». Reja ha conquistato dentro e fuori del campo il diritto alla riconferma. «Ha meritato di firmare per un’altra stagione. Ripartiamo con lui per la stima che abbiamo dell’uomo e del professionista. Perché correre un’avventura con un altro tecnico quando già conosciamo tutto di Reja e lui conosce già l’ambiente e la squadra?». C’è l’orientamento a far giocare il Napoli ancora con il 3-5-2. «Decideranno Marino e Reja, ma io ho chiesto: perché non acquistare un altro come Mannini per spingere di più anche a sinistra, senza nulla togliere al valore e allo spirito di sacrificio di Savini? Mi è stato detto perché è giusto spingere su un lato e non stare molto alti sull’altro versante». È vero che lei vorrebbe nel Napoli Maggio della Sampdoria? «Mi piace, ma i rinforzi e le cessioni spettano a Marino». Blasi è tutto del Napoli, per Zalayeta è stata rinnovata la comproprietà. «Blasi è un guerriero e Zalayeta merita di giocare ancora con noi dopo tanta sfortuna. Mi congratulo con la Juventus per la signorilità evidenziata ancora una volta». Il contratto di Marino scadrà nel 2009. «Marino non ha un contratto in scadenza. Lui fa parte del mio Napoli». Cosa pensa della richiesta Wada per Mannini? «Sono sconcertato. Il Napoli aspetta di capire alcuni perché di quanto sta avvenendo, poi, eventualmente, si rivolgerà a Corioni e al Brescia che erano proprietari del cartellino di Mannini. Per ora, non aggiungo altro». Acqua Lete e Diadora ancora sponsor per quanti anni? «Un anno, poi si vedrà». La sede per sempre a Castelvolturno? «In futuro potremmo spostarci, ma sempre a Castelvolturno». Nascerà prima radio-Napoli o Napoli Channel? «Ora, c’è il web che già ci gratifica. È stato bellissimo stare a Los Angeles e vedere la partita del Napoli su una linea a me riservata». di Vittorio Raio

FONTE : Il Mattino

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