WEB-TV NAPOLISTREAMING

lunedì 21 aprile 2008

Una stagione avvincente


Sta diventando una stagione ancor più avvincente, condotta con umiltà e serietà, tant’è che anche occasioni - come quella con il Parma - sulla carta prive di mordente assumono la fisionomia di lotte per la sopravvivenza. Il gioco è proficuo. Il resto verrà. Gli azzurri incappano in una partita tignosa, aspra, incattivitasi quasi subito e la vincono con merito. Certo, vanno ancora avanti col ritmo dei solisti ma questo che si mostra nelle ultime settimane è il miglior Napoli. L’impennata che permette ai partenopei di avanzare in classifica lascia intendere quanto abbia inciso la mano ferma di Reja rispetto ad un gruppo che era apparso, a momenti, frammentato e al quale l’allenatore non ha lesinato accuse. Il suo zelo ha consentito di recuperare il collettivo. Egli ha agito da ex calciatore, piuttosto che da tecnico. Un tecnico va a casa, aspetta che passi la notte, poi parla. Il giocatore reagisce d’istinto all’attacco dell’avversario. Gli uomini dell’organico hanno intuìto che, passata la sindrome da brutta figura, Reja aveva comunque ottenuto di spostare le luci su di loro: dunque, o tornavano a dare il massimo o diventavano i colpevoli. È una ricostruzione elementare, il calcio non nasconde risvolti complessi. Non può essere l’allenatore a prendere tutti di petto, svilirebbe il suo ruolo in tanti interventi moltiplicabili all’infinito. Vanno stabilite, invece, regole inderogabili e tocca ai dirigenti farle rispettare. Posti di fronte alle proprie responsabilità, i protagonisti del Napoli hanno deciso che bisognava ricominciare a vincere e soprattutto a giocare meglio. Tornati soggetti attivi, si sono espressi su livelli convincenti. I miglioramenti sono evidenti. La qualità, la facilità con cui hanno irretito in queste ultime uscite Atalanta e Parma, la freschezza dirompente lasciano sperare in ulteriori soddisfazioni. Finalino sul Parma. Tatticamente Cuper ha apportato un elemento di novità alla formazione emiliana: la rissa sistematica. Perché il colpo di Gasbarroni è duro, a tradimento e mira a far male. Mentre il vociare in campo di Lucarelli - basta seguire con attenzione il labiale durante uno degli alterchi - rappresenta un picco di volgarità. Si tratta di colpe gravi, di cui non si può andar fieri. Se si dovesse reagire, come hanno fatto taluni calciatori parmensi, a una sconfitta che forse significa la serie B, la vita si trasformerebbe in campo di battaglia. Per fortuna, almeno nel calcio, interlocutori così non li si incrocia troppo spesso.

FONTE : Il Mattino

Nessun commento:

E consigliato per la corretta visualizazzione del blog il browser Firefox