Il suo rammarico ma probabilmente anche la sua fortuna. Lasciato il Napoli, ormai otto anni fa, Nando Coppola andò alla conquista della serie A. E l’ha conquistata. Non è stato facile, però. «Lavoro, impegno, sacrificio. Ma posso dirmi soddisfatto. L’Ascoli, il Piacenza e l’Atalanta mi hanno dato spazio e sicurezza». E domenica a casa. Al San Paolo, insomma. «Inutile negarlo: non sarà una partita come un’altra. Napoli è la mia città e nel Napoli sono cresciuto. Gli sarò sempre grato per quello che mi ha dato». Nessuna voglia di tornarci? «Sarebbe fantastico, ma abbiamo preso strade diverse nel Duemila. Ora ho trent’anni, il tempo per sperare di tornare ormai è scaduto». Quale futuro, dunque? «All’Atalanta sono in prestito. Ci sto bene, benissimo, ma il mio sogno, non lo nego, è tornare al Milan. Mi piacerebbe avere una chance in maglia rossonera». Torniano al San Paolo. «Un po’ d’emozione ci sarà. Anche i sentimenti entreranno in guerra, ma poi prevarrà la voglia di far bene». Ritroverà anche un po’ di vecchi amici. «Innazitutto Paolo Cannavaro, con il quale ho giocato nelle giovanili azzurre. Poi anche Domizzi e Savini che sono stati miei compagni all’Ascoli». Come giudica la stagione azzurra? «Molto, molto positiva. Non è facile per una squadra che manca dalla A da tanto tempo rientrare e disputare un eccellente campionato. Segno che il club ha dato gli indirizzi giusti e che squadra e allenatore hanno lavorato bene in campo». A proposito del campo, attacca sempre santini sui pali delle porte? «Certo. E sotto la maglia porto sempre una maglietta con l’immagine della Madonna nera di Loreto. Ma la mia non è scaramanzia: è devozione». f. m.
FONTE : Il Mattino
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