Ieri sera c’è stata l’assemblea costitutiva: è nato, a Montella, il Napoli Club San Francesco. Potrebbe sembrare solo una bella notizia come tante altre, perché, fortunatamente la passione azzurra è tanta e i club di tifosi nascono ovunque, a ritmo serrato. Ma questa non è una notizia come le altre, è decisamente più speciale, perché il Napoli Club San Francesco è la prima associazione di tifosi al mondo ad avere la sede in un convento di frati (francescani, naturalmente), che sono stati anche i primi ad iscriversi. Tutta «colpa» di frate Roberto, napoletano di Sant’Anastasia, ex giocatore e appassionato tifoso azzurro. Nella stanzetta del convento, frate Roberto dorme col piumone del Napoli, sulle pareti ha attaccato i poster di Maradona, e spesso si concede incursioni sul web per mostrare il cuore azzurro che batte sotto l’abito talare. La passione, però, è travolgente, così anche gli altri sette inquilini del convento hanno ceduto alle lusinghe del tifo e hanno accettato di fondare il Napoli Club San Francesco: «Ma l’iniziativa è nata soprattutto per aggregare i ragazzi della zona. Saranno loro il vero motore del club, noi frati abbiamo solo offerto ospitalità all’iniziativa», minimizza frate Roberto che non smette di ringraziare Aurelio Dragonetti «per i tifosi è babbo Aurelio, ci è vicino e ci sostiene con entusiasmo». Proprio al momento delle iscrizioni al club, però, c’è stato chi si è tirato indietro: «Frate Francesco è tifoso della Roma, frate Cyrille è congolese ed è una ”pecora nera” in tutti sensi, perché è tifoso del Milan. Ma è possibile che nella sede di un Napoli club viva un milanista?», scherza frate Roberto con lo stesso entusiasmo che lo convinse, l’anno scorso, ad invitare tutti i fedeli ad un party post-messa per festeggiare la serie A. Sul sagrato spumante e brindisi, sul campanile bandiera azzurra e campane a festa: «Sono tifoso, cosa posso farci?», s’imbarazza frate Roberto. Nessun frate assumerà cariche direttive nel club, anche se c’è stata grande pressione per dare un ruolo di vertice a frate James, tedesco di Stoccarda, che viene invitato sempre a pregare, durante le partite del Napoli: «E colpa sua quando il Napoli subisce gol nei minuti di recupero perché lui smette di pregare al novantesimo», ride frate Roberto. L’allegria e l’entusiasmo, nascondono un progetto concreto e intenso: il calcio come scusa per aggregare i ragazzi e per parlare anche d’altro, oltre che di sport. Ieri l’assemblea costitutiva del club, dunque, ma per l’inaugurazione ufficiale, i frati, aspettano il momento opportuno: «Vorremmo lanciare un appello ai giocatori del Napoli - dicono in coro i francescani - ci farebbe piacere se potessero venire qui per il taglio del nastro. Alla benedizione ci penseremo noi, naturalmente...». di Paolo Barbuto
FONTE : Il Mattino
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