PIENA sufficienza, nonostante la goleada. Brutto segno quando il portiere è tra i migliori in campo e la sua squadra viene travolta con cinque reti. A Iezzo è successo nella malanotte di San Siro. Pagelle disastrose per tutti i difensori, con note di demerito per Cupi e Domizzi. Nessuno, invece, ha mosso rimproveri all´incolpevole numero uno: il solo che abbia tentato di reagire al bombardamento del Milan. Parate super, anche se fini a se stesse.
Iezzo, alla fine della partita, era deluso come tutti i suoi compagni. Si è consolato un po´ rivedendosi in tv: tre volte strepitoso su Pato, un´altra su Ronaldo. Ma soprattutto nessuna colpa sui cinque gol subiti. Ben altra sorte avrebbe meritato il portiere, tradito a San Siro dai suoi compagni di reparto. La difesa del Napoli, un bunker nella scorsa stagione, è diventata un colabrodo all´esame della A.
Già 27 le reti incassate in appena 18 giornate dagli azzurri: una e mezza di media a partita. Quattordici squadre, finora, hanno saputo fare meglio della retroguardia di Reja, diventata poco affidabile. Neppure Iezzo, San Siro a parte, è stato sempre irreprensibile. Gravi errori a Roma, Palermo e soprattutto Bergamo, tappe di un campionato in salita. Aveva abituato tutti ai miracoli, il portiere azzurro. Anche per questo, pur non demeritando, s´era trovato improvvisamente esposto alle critiche. Ma di sicuro non è il portiere il punto debole della difesa del Napoli. Altri gli interrogativi: dalla fragilità di Cupi agli alti e bassi di Cannavaro, dalla scarsa fiducia in Contini alle improvvise amnesie di Domizzi. Iezzo, invece, è in netto crescendo di forma. Sta bene, adesso. E in campo si inizia a vedere. Per questo, almeno dal punto di vista personale, la goleada col Milan non dovrebbe minarne il morale.
Il portiere somatizza le sconfitte: una debolezza, legata alla sua passione viscerale per il Napoli, di cui è innanzitutto tifoso. Anche dopo San Siro, la ferita è aperta. La crisi della difesa richiede approfondimenti e rimedi immediati. Ma una certezza c´è già: la porta azzurra, per fortuna di Reja, è di nuovo in buone mani.
(Repubblica)
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