NAPOLI – E’ il trentaduesimo minuto del secondo tempo, quando si consuma un altro “dramma”, sportivo sia chiaro. Emanuele Calaiò, l’arciere, il bomber triste del Napoli, si vede arrivare un cross dalla destra, un invito a nozze per un calciatore come lui, l’incornata è delle migliori, quelle a botta sicura, c’è potenza è precisione ma c’è anche la mano di Muslera.
Si, proprio così il portierino della Lazio, quello “svagato” visto contro il Milan, che gioca in campionato gioca al posto di Ballotta, riesce in una parta prodigiosa. La palla viene deviata dalla sua mano e finisce proprio sotto l’incrocio dei pali, di solito in questi casi la palla ruzzola in rete, ma si ci mette anche la fisica contro Calaiò, il pallone infatti dopo aver toccato i legni esce fuori traiettoria e viene spazzato fuori area dai difensori della Lazio.
La freccia era gia bella e incoccata, il budello era teso, mancava solo il tocco finale, rilasciare quella corda e dopo cinque mesi di astinenza colpire il cuore di tutti i napoletani presenti allo stadio. Ma la sfortuna, per chi ci crede, è qualcosa che non si può prevedere e pare quest’anno abbia preso di mira proprio l’arciere azzurro, il quale si era visto respingere dal palo anche l’incornata contro il Torino, la quale poteva dare i tre punti alla squadra azzurra e il rigore contro la Reggina, parato da Campagnolo.
La faccia di Calaiò è eloquente, lui più di tutti attendeva quel gol, per guadagnare punti nelle idee di mister Reja, il quale lo vede molto poco. Per far capire che le qualità le ha, basta solo farlo giocare prima punta e prima o poi una palla la mette dentro, senza tutta quella sfortuna sia chiaro.
Ma il momento sfortunato non può durare per sempre, Calaiò deve stare tranquillo, contare sull’affetto dei tifosi, che lo hanno applaudito in ogni azione, i napoletani non dimenticheranno mai i suoi trentadue gol che hanno tolto il Napoli dall’inferno della C1 prima e della B poi. La sua prestazione contro la Lazio è stata buona, si è limitato a fare le cose semplici, così come gli ha chiesto Reja e in un paio di occasioni ha sfiorato il gol.
Il Calaiò visto ieri al S. Paolo, sembra un ragazzo rinato, uno che ha capito che intestardirsi non serve a niente, il gol verrà da solo, perché quando si è bomber di razza prima o poi il momento negativo passa.
Mencocco Fabio Corriere Dello Sport
WEB-TV NAPOLISTREAMING
venerdì 18 gennaio 2008
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