WEB-TV NAPOLISTREAMING

mercoledì 7 maggio 2008

Ultrà arrestati, la metà sono camorristi


La metà dei tifosi arrestati ha precedenti per associazione camorristica. Domenica scorsa, all’altezza della Montepulciano 1, a guidare l’assalto contro i supporter giallorossi, c’erano facce note alla Dda di Napoli. Gente che orbita nelle fila dei clan di Pianura, dei Quartieri Spagnoli e di Capodichino. Stando alla mappa del tifo, si chiamano Teste matte e Fedayn, mentre negli archivi di polizia giudiziaria hanno un profilo abbastanza chiaro: vendono cocaina per conto dei clan. Fanno i pusher anche di domenica, magari all’esterno del San Paolo o nelle popolose trasferte in giro per l’Italia. Soldi facili, incassi assicurati da circuiti protetti rispetto alle tradizionali inchieste sul fronte antidroga. È una delle ipotesi su cui lavorano tre Procure, che seguono i risvolti investigativi degli scontri di domenica scorsa: quella di Bologna, che ha chiesto copia degli atti da allegare al fascicolo aperto dopo gli scontri del 2 settembre scorso; quella di Firenze, titolare dell’inchiesta dei fatti di Montepulciano per motivi territoriali e quella di Napoli, dove è in corso un’indagine sulla fusione tra tifo violento e i tumulti di Pianura, contro l’apertura della discarica alle porte di Napoli. Camorra e tifo violento, dunque. La Questura di Firenze l’ha fatto capire in queste ore, con una nota del questore Francesco Tagliente. Dietro i teppisti c’è la camorra. Tra i 17 sedicenti ultrà arrestati domenica mattina, almeno la metà ha precedenti per camorra. Un’inchiesta che ha prodotto altri sviluppi: è di ieri la notizia di altri 13 denunciati a piede libero, identificati grazie ai riscontri di telecamere all’altezza degli autogrill toccati dal lungo torpedone di tifosi, teppisti e probabili camorristi. Durissime le accuse contestate finora: associazione per delinquere, detenzione e porto di strumenti atti ad offendere, lancio di oggetti, danneggiamento e violenza privata. La caccia è aperta. Si punta a rintracciare un altro gruppo di quaranta-cinquanta teppisti che avrebbero preso parte a vario titolo alla domenica di ordinaria follia. La Digos del vicequestore Antonio Sbordone segue un canovaccio consolidato: gli agenti hanno bussato a casa di persone segnalate e destinatarie del Daspo (divieto di accesso in luoghi dove si svolgono competizioni sportive) e sono molti gli irreperibili. Ieri i primi cinque interrogatori dinanzi al gip di Firenze, che ha tempo fino a domani per convalidare gli arresti anche in vista di nuove relazioni di polizia giudiziaria. di Leandro Del Gaudio

FONTE : Il Mattino

Nessun commento:

E consigliato per la corretta visualizazzione del blog il browser Firefox