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venerdì 9 maggio 2008

Maradona torna in Italia: "Ora sto bene con me stesso"


Forse è perchè per una volta torna in Italia per una buona causa, ovvero la 'Partita del cuore' in programma lunedì a Roma, ma il Diego Armando Maradona sbarcato a Bologna è apparso in forma come non mai. Magro, sorridente e disponibile, il Pibe ha spiegato subito il suo segreto, «cercare di stare bene con me stesso», senza risparmiare parole in difesa di quei campioni che, come lui, in difficoltà sui campi da gioco, vedono la propria vita privata in pasto ai media. Ad attenderlo c'era l'amico dei grandi momenti e di quelli più difficili, Salvatore Bagni, che ospiterà Maradona a casa sua fino a domenica sera, quando raggiungeranno insieme Roma per la diciassettesima edizione della 'Partita del cuore', dove il Pibe, sotto gli ordini di mister Totti, sfiderà la nazionale cantanti. Perchè in cima ai suoi pensieri c'è sempre e solo la palla: «Giocare è ciò che mi piace di più - spiega - e se per beneficenza, ancora meglio». Infatti a contare, nella filosofia del Pibe, è comunque quello che succede dentro al rettangolo di gioco: «È inutile dire chi merita di vincere lo scudetto, è il campo che lo deciderà». E per lui, sarà l'Inter, «una squadra che attacca una volta e segna due gol, mentre la Roma, anche se è quella che gioca meglio, attacca cinque e ne segna uno». Risponde senza esitazioni anche su Del Piero, «un grandissimo, nella mia squadra giocherebbe sempre». Ovvio che «deciderà Donadoni, ma io agli Europei lo porterei». Anche perchè l'Italia non può nascondersi: «Deve andare e vincere la Coppa, non giocare per il terzo posto». D'altronde, il Pibe, numero dieci per antomasia («con quale altra maglia potrei giocare?», scherza, quando Andrea Mingardi gli regala la casacca che indosserà lunedì sera), ama il talento e la fantasia: «Il migliore del mondo è sempre Ronaldinho, gli altri vengono dopo e a gran distanza», dice un pò a sorpresa. Lo stesso talento che invita a mettere in primo piano anche per Cassano e Ronaldo, «due grandissimi giocatori». La sua faccia tradisce qualche segno di nervosismo soprattutto quando parla del Fenomeno, travolto nei giorni scorsi dal clamore del tentativo di estorsione di alcuni transessuali. «Quello che fa fuori dal campo sono fatti suoi, nessuno può giudicarlo», spiega, forse rivedendo in lui problemi di diverso tipo ma che hanno comunque macchiato la la sua storia. Ma Diego non ha perso la paura di schierarsi, critica Pechino 2008 («Non so se seguirò le Olimpiadi, il Tibet è una questione pesante e i cinesi non sono giusti», dice mentre il suo sguardo esprime uno sdegno ben più profondo) e usa parole dolci per il nuovo idolo partenopeo Lavezzi («Napoli ha bisogno di giocatori così»), prima di farsi travolgere dalla folla improvvisata che lo attende nella sala dell'aeroporto. L'affetto della gente è ancora tanto, nessuno si fa mancare un autografo, una foto o un filmino con il cellulare. A disturbarlo è solo il 'Moralizzatore', l'inviato delle 'Iene' di Italia Uno che viene bloccato a forza da Bagni, prima di prendersi un plateale vaffa dal Pibe che sale in auto insieme alla fidanzata. Poco prima aveva regalato una risposta delle sue a chi gli chiedeva del suo futuro: «Il mio domani? È con i miei figli, tutte le altre cose vengono in secondo piano».

FONTE : napolimagazine.com

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