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giovedì 15 maggio 2008

Il Napoli abbandona Costa: è un bluff


Il Napoli ha rinunciato ad ingaggiare Tomas Costa perché ha scoperto, solo martedì scorso, che il calciatore non avrebbe potuto garantire di aver ottenuto il rilascio del doppio passaporto. A Marino interessava acquistarlo come comunitario, quindi la trattativa è saltata. Il dg ha motivato il perché della scelta di mollare il centrocampista del Rosario Central. Il manager è stato irremovibile con i dirigenti del club argentino e con Juan Carlos Silvetti, il procuratore del calciatore che in un primo momento aveva assicurato la possibilità di avere il doppio passaporto: se Costa non può averlo, è inutile continuare a parlare. «Non può diventare comunitario. Siete sciolti dall’impegno preso con il Napoli», parola più, parola meno è stato quanto Marino ha detto ai dirigenti argentini. Ovviamente, al direttore era stato garantito che Costa avrebbe avuto in tempi brevi il doppio passaporto. Impossibile tesserarlo come extracomunitario in quanto l’ultimo posto libero come tale è stato occupato a gennaio da Navarro. Così, il Rosario ha riaperto e chiuso la trattativa con il Porto, la società portoghese che unitamente a Udinese, Genoa e Roma era interessata all’acquisto di Costa. Al Rosario il Porto sta per dare 5,2 milioni di dollari, pari a circa 3,3 milioni di euro, per il trasferimento del suo centrocampista che ha anche già manifestato la sua disponibilità: «Ora penso solo al Rosario, ma tutti mi hanno parlato molto bene del Porto. Sono contento di essere stato acquistato da un club glorioso». Nessun accenno al Napoli. Marino non demorde e tiene in considerazione un calciatore di cui ha grande stima: Daniele Dessena, 21 anni compiuti sabato scorso, duttile centrocampista del Parma che potrebbe lasciare il suo club soprattutto se la squadra gialloblù dovesse retrocedere. Il suo cartellino costa 5-6 milioni di euro. Tra gli altri obiettivi per il centrocampo il parmense Luca Cigarini e il friulano Giampiero Pinzi. Il dg, oltre ad occuparsi di mercato, pensa al prossimo futuro. Ovvero, alla possibilità di disputare l’Intertoto, che lui ha già vinto con l’Udinese, e alla scelta del prossimo raduno estivo. In pole position resta Feldkirchen an der Donau, la sede dello scorso anno, ma ci sono anche altre due località, una in Stiria, che si sono candidate ad ospitare gli azzurri. «Giocare in Uefa? Sono un simpatizzante, anche qualcosina in più, dell’Udinese e spero che regolarizzi la sua posizione, che abbia la licenza-Uefa. Merita la posizione in classifica e di partecipare alla coppa Uefa - ha detto Marino -. Noi pensiamo a battere la Lazio, a centrare l’ottavo posto, poi stabiliremo se fare o meno l’Intertoto. Lo deciderò io e i calciatori. Io devo pianificare la squadra e loro dovranno tagliare una parte delle vacanze». Infine, un pensiero significativo su Reja: «Siamo nati ed eravamo al settantottesimo posto in classifica nella C1. Ora, grazie alla conduzione di Reja, siamo ottavi in A. Speriamo di mantenere questa prestigiosa posizione che premia tutti i tifosi che ci hanno seguiti anche a Gela. Senza tifosi a Roma? Noi siamo con lo Stato, non contro lo Stato. Rispettiamo le decisioni del Viminale. Di certo ci siamo avvantaggiati del calore dei tanti tifosi che ci hanno incoraggiati in tante trasferte. Erano 60.000 i tifosi nel match di esordio contro il Cittadella in C1; sono stati 60.000 quelli che ci hanno applauditi domenica scorsa per il successo sui campioni del mondo del Milan».

FONTE : Il Mattino

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