Vista la straordinaria partita del San Paolo bisognerebbe disporre di polpastrelli meno frenetici per inventare un epinicio e reperire aggettivi magari poco inflazionati. Un Napoli da favola, però vero, reale, terribilmente concreto si è parato dinanzi al Milan, il quale ha sbattuto la zucca contro un arco a molte frecce. Ovvero ritmo, geometrie e contropiedi micidiali. E le reti di Hamsik, Domizzi e Garics una più entusiasmante dell’altra, incluso un ineccepibile rigore. Stavolta tra i marcatori figurano tre pedine particolarmente meritevoli. Hamsik ha impegnato quasi sempre da solo la difesa rossonera e Domizzi è stato un gigante piantato nella difesa, annullando Inzaghi e raddoppiando la marcatura su chiunque. Garics è apparso come un lampo in un’azione da manuale rifinita da Montervino. Ai tre realizzatori vanno aggiunti un possente ancorché rapido Cannavaro e Lavezzi, la cui gioiosa irruenza ha squarciato a spicchi l’intero Milan dalla cintola in giù. È il pedaggio che le grandi pagano con il Napoli. A Reja va il merito di avere studiato la partita in modo esemplare, pensando a come contenere ed eventualmente castigare la formazione di Ancelotti. Ai suoi giocatori quello di averla interpretata e vissuta; con una sincera determinazione nel farsi sentire. La squadra di casa chiude all’attacco, con un sinistro di Bogliacino appena fuori e all’intera platea del San Paolo batte ancora il cuore. Contro uno dei potentati d’Europa e del mondo, il Napoli è stato impeccabile, lucido, esaltante. Le potenzialità s’intuivano sin dalle prime battute, ma constatare la forza dell’undici partenopeo ha rappresentato una sorpresa. Ormai la storia tra il Napoli e questo campionato ha prodotto tanto materiale che se ne potrebbe fare un libro, magari dedicato a Reja che al Napoli ha dato e dal Napoli ha ricevuto. Sarebbe però improprio parafrasare il famigerato ritornello. Piuttosto, è il momento di disegnare l’immediato futuro di una compagine che ha conseguito traguardi lusinghieri non per caso bensì a pieno titolo. C’è da esserne lieti per i diretti artefici (calciatori e società), per il festoso entusiasmo della tifoseria dentro e fuori lo stadio. È importante aver gestito autorevolmente questo campionato vissuto sul filo di un piccolo grande sogno, ma soprattutto riempiono di soddisfazione i consensi raccolti pressoché ovunque, la capacità di girare per la penisola imponendo spesso il proprio gioco, il pronto inserimento dei cinque nuovi arrivati a gennaio entro un organico indubbiamente rodato ma in un ambiente non facile. Va dunque ripartito il merito d’aver onorato gli impegni, a dispetto di contrarietà e polemiche che pure non sono mancate. Di fronte ai reiterati tentativi di seminare ostacoli e trabocchetti, gli azzurri hanno saputo trasformare in virtù la necessità di non cedere alle distrazioni. È qui la virtù del gruppo. Domani Reja e i suoi ragazzi si rivedranno per preparare l’ultima partita del campionato e per ricordare che arriva un’altra domenica in fondo alla quale si profila l’obiettivo Europa. È successo qualcosa? Sì, solo una grande stagione da ricordare.
FONTE : Il Mattino
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