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giovedì 17 aprile 2008

Ossessione Reja: vincere a Parma


Pugno di ferro e motivazioni: «Voglio un colpo esterno. Con l’Atalanta avete giocato alla grande: volere e potere, a questo punto vi voglio così anche contro il Parma», Reja stuzzica e sollecita gli azzurri senza risparmiare niente e nessuno. Sul campo è un sergente di ferro che urla a tutti e che combatte con tutto se stesso l’eventuale, possibile e comprensibile clima di fine stagione. Lui invece non l’ammette in assoluto, le valigie vanno messe da parte e preparate più in là: adesso, a cinque giornate dalla conclusione di un lusinghiero campionato, guarda un po’ che succede, il mister ha ancora più rabbia e carica in corpo, rispetto a settembre scorso, quando il Napoli ha cominciato i suoi primi passi in serie A.
Reja, un martello. Un’ossessione da bordocampo il friulano che anche nelle partitelle in famiglia invita e richiama, minaccia e strizza gli azzurri, come fa sempre e come ha fatto ieri, un’iradiddìo. A Parma si andrà per vincere: «Forza, dateci dentro, o devo tirare fuori qualcuno», si amareggia e se la prende Lavezzi, si caricano gli altri, adesso si gioca con l’intensità richiesta dal tecnico che continua a spronare i giocatori. Ecco l’allenamento del Napoli di fine stagione, alla vigilia della gara con una pericolante: senza risparmio. Adesso il mini-match in famiglia assume dei contorni straordinari, simili alla preparazione per una finale europea, anche perché Dalla Bona sfodera un destro volante incredibile e di pregevole fattura, un eurogol. Sotto la pelle le spiegazioni: al mister bruciano le sconfitte esterne, tante, troppe. Ed ora Reja vuole un gran finale, dai risvolti pirotecnici: «Siamo il Napoli, al San Paolo giochiamo alla grande e vinciamo. Proviamo a cancellare le sconfitte subite fuori casa. Dimostriamo che siamo forti anche in trasferta», la giornataccia si conclude così, è l’ultimo a lasciare il campo il mister che apprende dell’esonero di Novellino. Lui invece va verso una strameritata riconferma, ma dentro ha ancora tantissimo veleno e la battuta gli viene spontanea: «Ecco un altro nome che si aggiunge a quelli già fatti per la piazza di Napoli…». (ass) di Gianfranco Lucariello

FONTE : leggo

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