WEB-TV NAPOLISTREAMING

mercoledì 9 aprile 2008

La voglia di Calaiò: Napoli per sempre


Sei giornate: le sei giornate del Napoli, le sei domeniche di Ema­nuele Calaiò. C’è una zattera sulla qua­le lanciarsi, un salvagente (salvastagio­ne?) da afferrare al volo, una ciambel­la cui aggrapparsi: sei settimane anco­ra, ma che siano da ricordare. Le sei partite di Emanuele Calaiò durano no­vanta minuti ognuna ma valgono un an­no intero, perché è da agosto che le aspetta, perché stavolta non vanno sciupate così. Le sei giornate di Ema­nuele Calaiò rappresentano il riscatto dopo un anno patito a bordo campo, ora l’ombra di Zalayeta, ora l’ombra di Sosa, ora l’ombra di se stesso, e posso­no ricucire uno strappo con il destino, ch’è cinico e baro e s’è divertito tanto. Il Calaiò perduto si rimette in gioco in sei partite nelle quali deve scaldare il piedino sinistro e liberare quella testa talvolta letale (ricordate, Livorno: due gol e tutti e due in acrobazia?) dalle ini­bizioni che per una stagione intere ne hanno frenato la crescita, lo sviluppo e anche l’esplosione. Calaiò è il confine d’un paradosso scandito da una carrie­ra in progresso (De Laurentiis docet) nella quale, sul più bello, cominciano a scorrere i titoli di coda: possibile? Ma sì. Accade tutto in agosto, quando un panterone s’impossessò di Castelvoltu­no e azzannò il morale d’un attaccante che si sentiva al centro del mondo e che invece era semplicemente finito nel bel mezzo d’una giostra che girando vorti­cosamente l’aveva scaraventato giù....

FONTE : Corriere Dello Sport/Tuttonapoli

Nessun commento:

E consigliato per la corretta visualizazzione del blog il browser Firefox