Lo choc è stato ancora più forte, perché l´allarme è scattato in grave ritardo, quando il peggio pareva essere scongiurato. Marcelo Zalayeta ha conosciuto il suo destino solamente ieri pomeriggio, a quasi 48 ore dall´infortunio subito domenica con la Roma. «Rottura del legamento crociato posteriore del ginocchio sinistro», la diagnosi dell´ortopedico Pierpaolo Mariani, che ha messo fine con largo anticipo alla stagione del centravanti del Napoli.
Inevitabile l´intervento chirurgico, per una convalescenza dalla durata incerta. «Fra tre e sei mesi», ha stimato sul suo sito internet il club, in un breve comunicato. Nove mesi, volendo essere un po´ meno fiduciosi. Ma non cambierà la sostanza, anche se il Panteron riuscirà a rimettersi in piedi a tempo di record. Gli azzurri, infatti, dovranno certamente fare a meno di lui nelle ultime 11 partite del campionato, a cominciare dalla trasferta di Torino contro la Juve.
Un danno enorme, per Reja e il suo gruppo. L´attaccante uruguaiano, nonostante qualche pausa di troppo, era stato finora capocannoniere della squadra con 8 reti, oltre che titolare assolutamente inamovibile. A Castelvolturno, dove il Napoli ha ripreso la preparazione, è stata una giornata ad alta tensione.
Il dramma di Zalayeta s´è consumato in mattinata, quando il centravanti è stato visitato dal medico sociale De Nicola. «Sento ancora dolore al ginocchio», si è lamentato il Panteron, con una smorfia di preoccupazione e tristezza. Inevitabile il ricorso a esami clinici strumentali, che hanno suggerito la partenza immediata per Roma, destinazione Villa Stuart, dove ad attendere lo sfortunato attaccante c´era l´ortopedico di fiducia del club azzurro.
Sconfortante la diagnosi di Mariani, che ha fatto scattare, finalmente, l´emergenza. Domenica pomeriggio, dopo l´infortunio, nessuno s´era allarmato più di tanto. Il direttore generale Marino, sostituendosi allo staff sanitario aveva parlato solo di una «contusione alla testa del perone sinistro..».
Un disguido, forse. Alimentato dalla cronica incapacità del Napoli di gestire la comunicazione. Fanno pensare, però, pure i 7´ passati in campo da Zalayeta, dopo il durissimo scontro col romanista Mexes. Il giocatore uruguaiano, zoppicante, è rimasto al suo posto fino al fischio finale. E poi, senza sottoporsi a ulteriori controlli medici, è ritornato a casa come se nulla fosse. Trascorrendo un normale lunedì di vacanza.
Ieri la doccia fredda. Per Zalayeta e per il Napoli. Spiazzato soprattutto l´attaccante, che ha voluto prendersi un po´ di tempo per riflettere. Sarà operato domani mattina a Roma, proprio dall´ortopedico Mariani. Pure la Juve, comproprietaria del cartellino del Panterone, è stata messa al corrente dell´accaduto. Ma l´ultima parola è toccata al giocatore.
Non c´è fretta, purtroppo. Il Napoli dovrà abituarsi a fare a meno di Zalayeta per tutto il resto della stagione. Domenica, contro la Juve, il suo posto sarà occupato da Calaiò o Sosa, in ballottaggio. Emergenza pure a centrocampo, per le annunciate squalifiche di Mannini e Blasi. Garics, Bogliacino e Pazienza sono in preallarme. Ma il vero allarme è lo stop del Panterone. Senza di lui, il finale di stagione sarà in salita.
(Repubblica)
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mercoledì 12 marzo 2008
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