NAPOLI, 20 marzo - Era arrivato nella diffidenza generale, adesso è considerato un giocatore straordinario, probabilmente il più sorprendente di tutta la serie A. Lavezzi ha conquistato l’Italia, otto mesi dopo il suo arrivo (il 5 luglio 2007, esattamente 23 anni dopo l’arrivo di Maradona) è diventato il nuovo Re di Napoli. E proprio come succedeva con il Pibe de Oro, il San Paolo - dopo la fantastica doppietta che ha trascinato gli azzurri alla vittoria ieri sera con la Fiorentina - lo ha festeggiato con lo stesso coro che dedicava a Diego: «Oh mamma, mamma, mamma, sai perché mi batte il corazon, ho visto il mio Pocho, ho visto il mio Pocho». De Laurentiis e Marino, che hanno dimostrato di avere una lungimiranza straordinaria, non potevano restare solo a guardare questa fantastica ascesa. «Volevano portarcelo via, gli abbiamo rinnovato il contratto di un altro anno, fino al 2013», hanno annunciato ieri sera con il sorriso smagliante nel ventre del San Paolo. Mai mossa fu più azzeccata, mai mossa fu più tempestiva.
IN AZZURRO A VITA - Adesso tutti i tifosi azzurri sanno che potranno godersi a lungo, questo funambolo argentino di Villa Gobernador Galvez (Santa Fe), che compirà 23 anni il prossimo 3 maggio e che in azzurro ha deciso di restarci fino ai 28. Il Napoli ha scelto il Pocho, il Pocho ha scelto Napoli. «Qui ci voglio rimanere a lungo e fare ancora tanti gol», ha detto ieri sera uscendo trionfante dal San Paolo. Ha vinto la diffidenza di tutti, ha messo a tacere chi lo ha accusato di essere poco incisivo sotto porta (già 7 reti quest’anno con due doppiette), ha evitato di cadere nella trappola di chi voleva coinvolgerlo in storiacce notturne appena messo piede a Napoli.
NAPOLI TERRA SACRA - Lavezzi non si è mai fermato per smentire, Lavezzi ha sempre corso per stupire. Ha sofferto – e continua a farlo – per il trattamento che gli riservano gli avversari in campo: la sua velocità e i tanti falli subiti (che hanno fatto esplodere anche l’ira della società), gli sono costati anche l’etichetta di simulatore, che evidentemente qualcuno gli ha affibiato con troppa superficialità. Ma lui è andato avanti sempre per la sua strada, riuscendo a ricaricarsi nella sua fantastica casa di Posillipo (di proprietà di Ciro Ferrara, a 200 metri da dove abitava Maradona) dove viva con la moglie Debora e il figlio Tomas, due anni. «Qui a Napoli – ha confessato qualche tempo fa a un giornale argentino – mi sento in una terra sacra. I tifosi sono fantastici, ci adorano. Non riesco a immaginare cosa succederebbe se il Napoli vincesse lo scudetto. Quando sono per strada, mi riconoscono subito e in cinque minuti mi ritrovo in mezzo a cento persone. Napoli è impressionante». Napoli ha scelto il Pocho, il Pocho ha scelto Napoli. E lui continua a correre per stupire.
Pasquale Salvione
FONTE : corrieredellosport.it
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