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venerdì 7 marzo 2008

Totti-Lavezzi, è il derby della fantasia

Nove anni separano l’aspirante allievo dal conclamato maestro. 197 gol da recuperare al Pupone, ma il Pocho non dispera: è al primo anno di serie A, il capitano sta invece disputando il suo quindicesimo. Scarpa d’oro e campione del mondo Francesco, nazionale olimpico argentino il puledro Ezequiel.

Icone pagane delle rispettive tifoserie Totti e Lavezzi , star indiscusse del rinato derby del sole. Predestinati per eccellenza i due, puro concentrato di estro e classe. La Roma punta sul suo leader per tentare il colpo gobbo alla Beneamata neroazzurra; il Napoli sogna un’altra domenica magica, come quella vissuta proprio con il team di Mancini. C’è sempre un’Inter nei pensieri di Spalletti e Reja.

TOTTI. Occhio al suo cucchiaio Gianello. E ai suoi fendenti alla distanza, millimetrici e precisi. Capello così lo descriveva: «Francesco non sarà un uomo squadra come Emerson, ma ha una dote quasi unica al mondo: quando calcia verso la porta difficilmente sbaglia. Ricordo che a Trigoria lo sottoponevo a vari allenamenti per migliorarlo ulteriormente. Era immenso: ogni tiro era un gol».

Ha lasciato la nazionale tra mille polemiche ed altrettanti rimpianti il Pupone. Contrasti con il gruppo storico e un feeling mai nato con Donadoni i veri motivi dell’addio. Totti avrebbe preferito giocare solo le gare più difficili, una richiesta che non poteva essere esaudita dalla Federazione.

Che avrebbero detto gli altri? Ora è tutto per la Magica, rinata in campionato grazie al ciuccio. In agguato la nemesi storica già preconizzata, domenica sera, dall’emergente Santacroce: «Campionato riaperto? Con la Roma lo richiudiamo ». Totti ha toccato ferro ci risulta.

LAVEZZI. Ma l’avete visto domenica? Il miglior Lavezzi di sempre, spiritato come non mai: groggy la terza linea meneghina. Umiliato Materazzi, annichilito Rivas: un fulmine di nome e di fatto. Benedetta l’influenza, parafrasando l’ironico De Laurentiis, che gli ha fatto perdere un po’ di adipe. Bravo con il pallone ma a suo agio anche con la forchetta il tipo.

Fortuna che Reja e Marino lo braccano come segugi: sempre attenti alla prova bilancia, quella non mente mai si sa. Da carneade estivo a idolo del San Paolo. Tutta da raccontare l’ascesa di Lavezzi, fuoriclasse in pectore di un Napoli in progress, sempre facendo il verso all’Aurelio. Se Totti è all’apice, il Pocho non è lontano. Deve crescere, migliorare il suo rapporto con i gol, mai copiosi nella sua pur brillante carriera.

Centellinare meglio le sue energie, vitali per i successi partenopei. Corra meno, corra meglio: uno slogan vagamente sessantottino, un suggerimento da chi gli vuol bene come Mastro Edy. Se l’argentino doserà meglio le forze sarà destinato a scrivere pagine di storie nel calcio mondiale. Pierpaolo Marino lo ha sempre paragonato a Tevez, stella del Manchester United; il popolo tifoso lo considera invece l’erede di Don Diego. Quasi una bestemmia per i puristi, un innocente sogno nell’immaginario collettivo.

ARGENTINA. Sivori, Maradona e Lavezzi: quaranta anni di storia azzurra racchiusa in tre nomi. Porta bene la Pampa al club partenopeo. Sempre fertile per il Napoli quella terra, ricca di emigranti italiani. Scherzi del destino, sempre dall’Argentina è arrivata la dritta giusta per Marino. Un vecchio amico del Napoli, Ramon Diaz, ha avallato l’investimento di De Laurentiis. Pierpaolo vanta buoni rapporti con l’ex puntero triste, suo giocatore ai tempi di Avellino.

PALLONE D’ORO. Per Totti è un incubo, un trofeo sempre sognato e mai lambito. Per Lavezzi più che altro una speranza. Se l’Aurelio riuscirà in poco tempo a portare il suo club in champions, Ezequiel potrebbe irretire i giurati con arabeschi e magìe, tipiche del suo immenso repertorio.

MORATTI. Non è un segreto, al patron piace eccome il Pocho. Dopo la gara di domenica ne sarà ancora più contento. Con Figo ormai avviato sul viale del tramonto, il petroliere aveva pensato proprio al campione di Santa Fe. Rispedita al mittente la possibile proposta indecente: «Lavezzi? Io non vendo i miei gioielli, al limite ne compro altri». Pensieri e, soprattutto, parole del presidente azzurro. Lavezzi è intoccabile, costi quel che costi, ritocco contrattuale compreso.

LA SFIDA. Totti versus Lavezzi. Golia che sfida Davide, sperando che anche stavolta la storia si ripeti. I fan interisti tiferanno per il napoletano, il resto d’Italia per il Pupone. C’è sempre un’Inter tra Napoli e Roma ed un campionato da chiudere o riaprire. Il destino della stagione passa per il San Paolo.

(Il Roma)

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