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martedì 4 marzo 2008

Ora Domizzi non è più sicuro del posto

Mai una giornata immacolata. Mai una domenica senza macchia. Mai che fosse una giornata vissuta serenamente, senza doversi piegare al fato, alla bravura altrui, alla maledizione, al sortilegio o a chis­sà quale congiunzione astrale sfavorevole. Dieci partite dannate con almeno un gol sul­le spalle e tutti a pensare che quella fosse una banda del buco. Dieci giornate di cam­pionato: un’infinità. L’ultima serata trascor­sa senza incubi, dopo l’1-0 con il Parma: il nove dicembre d’un anno fa, d’una vita fa, d’una difesa (a tre) fa, Cupi-Cannavaro-Con­tini dinnanzi a Iezzo. Poi, rotazione, turn­over, rimescolamenti vari, ma niente: un gol al Siena e dal Torino, cinque a Milano dal Milan e due dalla Lazio; due a Cagliari in cento secondi, gli ultimi, da strapparsi i ca­pelli; uno dall’Udinese, due dalla Sampdo­ria, uno dal Livorno e due dal Genoa. Ma che Napoli era mai quello? La miglior dife­sa della serie B, un campionato dopo, era di­venuta una delle peggiori della serie A. Pri­ma del miracolo con la corazzata Inter: 1-0, con Gianello che di piede strega Suazo; con Santacroce che gioca d’anticipo su chiun­que; con Cannavaro che non stecca un inter­vento e Contini ch’è insormontabile. « Abbiamo dimostrato di essere una squadra vera ».
Al novantunesimo della nuova esistenza sua e della difesa del Napoli, Fabiano Santa­croce si stropiccia gli occhi e quasi non cre­de d’aver contribuito a fermare i mostri, a ri­portare l’Inter tra i comuni mortali e far del­la sua nuova squadra un esercito di eroi sal­vacampionato. Un mese fa, appena un mese fa, Hernan Crespo era l’idolo da osservare attaccato alla parete: e ora, ad 1-0 in bache­ca, un pensiero scacciato via con la sfaccia­taggine dei suoi ventidue anni. Napoli-Inter, la partita perfetta, la giornata da santifica­re, al lunedì, andando a mangiare una pizza con la famiglia sul lungomare d’una città dalla quale è stato stregato e nella quale è divenuto immediatamente un personaggio. Il difensore, nato in Brasile, ma di naziona­lità italiana, sogna ora di partecipare alle Olimpiadi di Pechino. Con la maglia della Nazionale Under 21 ha esordito il 21 agosto 2007 nell’amichevole contro la Francia.
« Gioie come queste si portano dentro a lungo ». Napoli 1, e Suazo, e Figo, e Crespo e Balotelli zero: ovvero, come si rivolta la sto­ria d’una stagione e come si cancella un’eti­chetta; come si esce dal tunnel che un erro­re possa costare una partita.
Per dieci domeniche, il Napoli s’è portato appresso il terrore di sbagliare: dieci inter­minabili settimane, condite da venti reti su­bite, media raccapricciante, alla vigilia del-l­’Inter, di quell’attacco disinnescato dal ter­zetto quasi inedito Santacroce-Cannavaro­Contini, apparso in campo per la prima vol­ta a Livorno (e fu vittoria, con gol avversa­rio non su azione, ma inventato su punizione di Diamanti); dieci insopportabili domeni­che da cancellare in un colpo solo, con il bot­to, battendo cioè l’Inter, consegnando al Na­poli tre punti di platino e a Reja l’imbaraz­zo della scelta. Perché dopo dieci domeni­che, ma soprattutto dopo una domenica co­me quella appena confezionata, comince­ranno a vacillare alcune certezze e Domizzi rischierà di finire in un cono d’ombra; per­ché dopo un anno e passa a evocare un esterno sinistro, pure quel Savini così reat­tivo - quinto di centrocampo e dunque di di­fesa in fase di non possesso - s’è conquista­to stima. E, dunque: Santacroce-Cannava­ro- Contini. Si riparte da zero (gol)?

Corriere dello Sport

1 commento:

Anonimo ha detto...

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