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venerdì 21 marzo 2008

Napoli, una città ai piedi di Lavezzi


NAPOLI – Il San Paolo in delirio, dopo Diego Armando Maradona ha finalmente trovato e riavuto un nuovo grande idolo che ha scatenato entusiasmi senza fine e fa sognare i tifosi della squadra del cuore: il Pocho Lavezzi, il Fulmine. Mercoledì sera la punta sbarcata in azzurro dal San Lorenzo, ha catturato tutti i cori e gli applausi della torcida con una super-prestazione: dribbling, allunghi, accelerazioni, finte, fantasie e gol, un repertorio senza fine svolto a cento all’ora, numeri che hanno lasciato col fiato sospeso la gente sugli spalti dello stadio di Fuorigrotta, impazzita di gioia nella , autore di delizie ed esecuzioni tecniche che tra l’altro hanno steso al tappeto la Fiorentina.
Ha bruciato le tappe. E’ così, in poco più di otto mesi, Ezequiel Lavezzi ha raggiunto e superato negli affetti dei supporters del Napoli, giocatori che hanno indossato la camiseta azzurra con grande onore e che si chiamano Omar Sivori, Josè Altafini, Luis Vinicio e Bruno Pesaola. Gli indimenticabili. E non è affatto sbagliato considerare il Pocho un nuovo figlio di Napoli, un altro scugnizzo alla… Maradona. Per la verità un po’ gli somiglia pure, con quei capelli al vento nelle sue scorribande mozzafiato. D’altronde si è legato subito alla città in riva al Golfo, tanto è vero che ha voluto prolungare il contratto fino al 2013: «Lui ha voluto Napoli e il Napoli, Napoli e il Napoli hanno voluto lui», ha puntualizzato Pier Paolo Marino sottolineando che il club ha respinto l’assalto di diverse società lanciatissime sulla pista dell’argentino e pronte a soffiarlo ai napoletani, sborsando cifre da capogiro, almeno 15 milioni di euro, tre volte quello che è costato. Non sarà così, comunque: a difesa e tutela del Pocho tra l’altro bersagliato dagli avversari, si sono finanche costituiti una serie di Comitati, tra cui quello Neoborbonico, con un denominatore comune: «Giù le mani dal Pocho», è una mobilitazione. Anche De Laurentiis ha scosso il capo, pensando all’Europa: «Da qui non si muoverà più». Porte aperte soltanto per Alfio Basile, il ct dell’Argentina che a furor di popolo gli ha offerto una camiseta per le due rappresentative nazionali: la Seleçion che andrà ai mondiali del 2010 e l’Olimpica per Pechino 2008. E’ un asso pigliatutto, il Pocho. (ass)

FONTE : leggo

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