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giovedì 14 febbraio 2008

Reja e il dubbio del portiere, parte la sfida Gianello-Navarro












Una rivalità che lo stesso allenatore tiene calda. «Cinquanta e cinquanta», sembra infatti dire Reja, che ancora non dà riferimenti, ancora non offre segnali di scelta o preferenza


Jack e Nico. Ovvero, Matteo Gianello e Nicolas Gaston Navarro. Quando complice il ginocchio di Iezzo, Jack s’è ritrovato padrone della porta e di quella serie A conquistata troppo tardi, è arrivato lui: il ragazzo d’Argentina strappato alla squadra de La Paternal e scaraventato al Napoli senza neppure il tempo di capire. Già, ma con quale pensiero il Napoli ha ingaggiato «Nico»? Per consegnargli subito gradi e responsabilità da titolare, oppure, in attesa di Iezzo e pensando anche al futuro, per tenerlo intanto alle spalle di Gianello? La domanda si rincorre sui prati di Castelvolturno, ma per ora non trova risposta. E così nel Napoli scoppia una rivalità impensabile sino a due settimane fa. Una rivalità che lo stesso allenatore tiene calda. «Cinquanta e cinquanta», sembra infatti dire Reja, che ancora non dà riferimenti, ancora non offre segnali di scelta o preferenza. Intanto se vuol dir qualcosa, è Gianello a stare dalla parte della squadra titolare. Del resto, Navarro lavora con continuità solo da pochi giorni, ha ancora difficoltà di comunicazione, conosce appena i suoi nuovi compagni e praticamente sa nulla di ciò che Reja chiede agli azzurri. Tutti punti a favore di Gianello, questi. Non bastasse, in questi giorni il Napoli sta cambiando pure pelle. Sta passando dalla difesa a tre (o a cinque, se si vuole) alla difesa a quattro. Un corso accelerato di nuove geometrie al quale è iscritto pure un giocatore nuovo: Santacroce. E allora, già troppe novità e tutte concentrate in tempi troppo brevi per rischiare anche un nuovo portiere? Ecco perché Reja non ha deciso ancora ed ecco perché domenica tra i pali potrebbe starci ancora Jack. Il quale, guarda caso, proprio contro l’Empoli, all’andata, mise per la prima volta piede in serie A. Insomma, benevenuto Navarro - ripiego azzurro dopo il no di Ramon Diaz al trasferimento di Agustin Orion, portiere del San Lorenzo e prima scelta -, ma buttare nella mischia il giovane «arquero» nato a Buenos Aires nel marzo dell’85 potrebbe essere un rischio un po’ per tutti. Per il Napoli, per Reja, per lo stesso calciatore, come insegna la storia di Fernando Muslera da Montevideo, il portiere-ragazzo della Lazio. Sarà così? S’accomoderanno in panchina i quattro virgola due milioni di euro incassati dall’Argentinos Juniors per «non negare al ragazzo l’opportunità di giocare in un grande club d’Europa» e per non negare a se stesso un grande e inaspettato affare? Probabilmente sì. Del resto, Navarro è ancora un «pibe» e come racconta anche Daniel Bertoni, «è un talento che però ha bisogno di crescere ancora». Nessuna fretta, insomma. Navarro può aspettare un po’. A meno che Reja, rivoluzione per rivoluzione, all’ultimo momento non decida di buttare nella mischia pure lui. Ma Reja è un rivoluzionario?

FONTE : Il Mattino/Tuttonapoli

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