Dall´alto del suo fresco titolo, primo club al mondo, il Milan riceve il Napoli con greve superbia. Dov´è Milano, la grande Milano dal cuore aperto che amava la gente del Sud rispettandone sentimenti e capacità di lavoro? Come passa il tempo. Ora la sensibilità fa solo rima con ospitalità. La Lega vuol giocare la sua partita: provoca, ricordando che il Napoli lascia in città una emergenza descritta con una sola parola anche da Prodi: «Vergogna».
A due ore dall´inizio, i primi insulti alle uscite della metropolitana: la deriva leghista porta alcuni tifosi milanisti a regalare buste nere per i rifiuti, i napoletani replicano senza eccedere. «Smettetela con questa pagliacciata». Il Milan intanto mostra i diciotto trofei nella serata di Pato, serata d´onore, più che uno stadio San Siro sembra un museo. Berlusconi offusca scudetti e coppe, sbagliando la maschera dell´inatteso comizio. Con un sorriso smagliante riapre l´ultima ferita di Napoli. Chi lo ascolta in tribuna d´onore e attraverso Sky ci resta male.
«Una dolorosa vicenda che declassa l´Italia al livello di un paese del terzo mondo. Sarà difficile presentarsi come il paese di alte tecnologie, di tutti i nostri prodotti, di grandi vini». La requisitoria prevede anche soluzioni: «La dirigenza regionale e cittadina dovrà almeno tirarsi da parte». Nessuno può vietare a Berlusconi di attaccare il governo centrale e regionale, è la democrazia. È discutibile, irrituale se non scorretto aprire una finestra politica su una platea di sportivi. Un intervento in fuorigioco almeno come quello di Pato nell´azione del primo indecifrabile gol milanista.
L´ostilità diffusa crea un senso di disagio per chi è in tribuna, ma anche una gran voglia di ribellarsi alla superiore tecnica milanista. Comprensibile l´esplosione dei tifosi del Napoli quando nel primo tempo due lampi d´ira chiudono i conti: prima Sosa, poi il ritrovato Lavezzi (che tiene sempre in allarme il Milan) inganna Kaladze, scippandogli il rigore, tradotto in secondo pareggio da Domizzi. Il ritmo coinvolge anche l´arbitro, poco lucido nelle sue decisioni.
Il primo gol del Milan è viziato dal fuorigioco di Pato, ma non è una rete fantasma, la palla va dentro prima che Cupi la rimetta fuori con una sforbiciata vecchio stile che sfonda anche la rete. Il Napoli dà un contributo: rende spettacolare l´incontro con qualche ingenuità tattica. Sosa dopo dieci minuti abbandona Pirlo che avrebbe dovuto marcare nella sua trequarti, ma soprattutto i mediani Gargano e Hamsyk cedono alla naturale vocazione offensiva trascurando Kakà e Seedorf. È il punto chiave della partita. Lasciano spazi non ad una squadra qualsiasi, ma ad un Milan di marcata impronta sudamericana. Si può concedere ai brasiliani il vantaggio di giocare con "triangoli a palla bassa"? Seedorf sfrutta al meglio la libertà che gli lascia Hamsyk, sollecitato da Reja a marcare stretto, ma in fase difensiva finisce spesso in una zona non sua, a destra in posizione arretrata, raddoppiando Garics. È il dissesto che provoca il terzo gol milanista, firmato Ronaldo. Purtroppo manca Blasi. Forse andavano rettificate le distanze tra le coppie: sincronizzare i due mediani sbilanciati in avanti con gli esterni Savini e Garics. Lasciano spazi pericolosi: vi si infilano i milanisti come micidiali spifferi.
Si può obiettare: è anche questo azzardo, un assetto scomposto e ingenuo finché si vuole, a comprimere la difesa milanista, squarciandola nella prima fase con le frenetiche incursioni di Lavezzi, un funambolo che nella seconda si concede qualche pausa. Azzardo che certifica comunque la personalità del nuovo Napoli, un centrocampo sospeso tra coraggio e vanità, che dà alla squadra uno strano fascino: pungente, temibile, ma acerba per una serata d´onore a San Siro.
(Repubblica)
WEB-TV NAPOLISTREAMING
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