Lavorare stanca, soprattutto dopo una decina di giorni di ferie: ma lavorare si deve e Reja non fa sconti. Cinque giorni a Castelvolturno aspettando il Milan e, soprattutto, per dimenticare il Natale, il Capodanno, le Vigilie e i cenoni: cinque giorni pigiando il piede sull’acceleratore, affinché poi non ci siano rimpianti né rimorsi. Le cinque giornate del Napoli, cominciate martedì pomeriggio, continuate ieri con una doppia e poi da rifinire sino a domenica, sempre con un mattino e pomeriggio atletico, sono ormai dedicate all’organico intero, nessuno escluso: si è risparmiato una razione sostanziosa Ruben Maldonado, trattenuto in Paraguay per problemi di visto, ma gli altri son lì, sugli attenti, in attesa del riposo.
C’è Lavezzi, c’è Bogliacino, c’è Gargano, ci sono gli stranieri ai quali era stata concessa una giornata in più; e ci sono chilometri da macinare e lavoro fisicoatletico da snellire, per arrivare al 13 senza scorie. La full immersion ( « massacrante » è il sussurro d’uno spogliatoio che in serata è stremato) prevede ripetute a tutto spiano in una Castelvolturno in cui il pallone, almeno fino a domenica, diventa un accessorio relegato nel pomeriggio in minisfide: il campo s’allargherà, forse (ma forse), domenica per l’amichevole con la Primavera. Prima di rallentare, fermarsi ed entrare a regime-campionato: lunedì riposo, martedì via con il solito programmino settimanale. Quella è vita.
FONTE : Corriere dello Sport
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venerdì 4 gennaio 2008
Sedute a tutto gas per arrivare a puntino contro il Milan
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