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venerdì 4 gennaio 2008

Marino: «Il Napoli tornerà grande»

«Il Napoli tornerà grande grazie al presidentea al s De Laurentiis ». Pierpaolo Marino, direttore generale della società partenopea, non ha dubbi. E in un’intervistito dell’Uefa fa una serie di promesse ai sostenitori azzurri. Anche se, per non creare eccessive attese, avverte che per rivedere il Napoli competere per le prime posizioni in serie A bisognerà aspettare un po’ di tempo. Intanto, il primo obiettivo è tornare in Europa. Se non quest’anno, dopo la prossima stagione.

RIPARTENZA - Dopo l’inferno della C e il purgatorio della B, il Napoli è tornato nel paradiso della serie A. Il merito, dice Marino, è tutto da attribuire ad Aurelio De Laurentiis: «Siamo in una fase di ricostruzione. Siamo ripartiti dopo un fallimento e una retrocessione in serie C. Con il suo arrivo, il presidente De Laurentiis ha coraggiosamente investito per ricreare le condizioni giuste per restituire al pubblico azzurro e alla città una squadra capace di rioccupare il posto che merita. La Serie A innanzi tutto».

SORPRESA - Gli acquisti estivi avevano fatto storcere la bocca a più di un tifoso. Su tutti quello del semisconosciuto Ezequiel Lavezzi (nella foto). Che poi, alla prova dei fatti, si è rivelato un piccolo fenomeno. Ma la vera sorpresa del Napoli 2007-2008 secondo il dg è un’altra: «La campagna acquisti nel suo complesso, con sei nuovi arrivi, si è rivelata più che positiva. Dovendo proprio scegliere un nome, per la forza dimostrata in virtù anche della sua giovane età, citerei Marek Hamsik. Classe 1987, ha margini di miglioramento molto ampi, ci darà grandi soddisfazioni».

SODDISFAZIONI - Marino traccia poi un bilancio di questa prima parte di campionato. Partendo dalla soddisfazione più grande: «Sicuramente la partita vinta per 3-1 con la Juve. Tornare a battere i bianconeri davanti ai 60 mila del San Paolo è stata una soddisfazione enorme». Il fatto che quella fu la partita delle polemiche, con due rigori molto discussi concessi agli azzurri, non fa cambiare idea al dirigente: «Bisogna ricordare che alla fine uno dei due rigori, quello su Marcelo Zalayeta era giusto. E poi va detto, e lo hanno riconosciuto subito pure i giocatori della Juventus, che nell’economia della partita il Napoli aveva meritato la vittoria». Restando in argomento arbitri, Marino, da buon ex direttore di gara, non si lamenta per il trattamento finora riservato alla sua squadra, anche se un rammarico c’è: «Più che altro, ad essere penalizzato è stato Lavezzi, al quale non vengono fischiati tutti i falli che riceve. Qui forse ci può essere un po’ di condizionamento. Ma in fondo questo è un pregio del giocatore: è un elemento talmente veloce che è sempre difficile valutare se una sua caduta dipende da un fallo o da una normale azione di gioco».

FUORICLASSE - Nella vita dei club, come in quella delle persone, ci sono delle fasi. Nessuno lo sa meglio del Napoli, passato dai fasti maradoniani all’onta della serie C. Bene, dice Marino, adesso è cominciato il momento della semina. Più avanti verrà quello della raccolta: «Noi siamo in una fase dove si riconosce il talento dei giocatori giovani e si investe su quello - afferma il dg azzurro -. In futuro, quando avremo raggiunto volumi di fatturato pari a quelli delle altre grandi squadre che schierano i maggiori fuoriclasse, cercheremo di inserirli anche noi. Fare il passo più lungo della gamba è un rischio che non vogliamo correre. Ma progettare seriamente il futuro per arrivare al secondo tempo, questa è una certezza».

EUROPA - Il Napoli ha vinto una Coppa Uefa ai tempo di Diego Armando Maradona. Il completamento della rinascita passerà anche dal ritorno alle competizioni continentali. Parlare di Champions League è prematuro, ma proprio la Coppa Uefa non è poi così lontana. Quanto ci metterà la squadra ad arrivarci? «Vorrei dire quest’anno - risponde Marino - ma penso che ci saremo alla fine della prossima stagione. Abbiamo in bacheca una Coppa Uefa che chiede compagnia. Ultimamente questo trofeo viene da alcuni considerato poco importante ma io sono sicuro che se ci approdasse una squadra come il Napoli i 60 mila e oltre del San Paolo risponderebbero subito con entusiasmo, rilanciando anche il suo prestigio». Quindi i tifosi del Napoli fanno bene a sperare… «Non solo sperare, ci devono credere. Il progetto del presidente De Laurentiis è quello di costruire un grande Napoli».

Fonte : corrieredellosport.it

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