WEB-TV NAPOLISTREAMING

mercoledì 2 gennaio 2008

7 cannonieri per 25 gol

Eppur si muovono. E, quan­do lo fanno, lasciano il segno. Venticin­que reti in diciassette giornate, media ragguardevole, non devastante, però appagante: venticinque reti sparse tra Udinese e Roma, Juventus e Catania ma anche tra Sampdoria, Livorno, Ge­noa, Inter, Reggina, Palermo, Atalanta, Parma, Siena e Torino.

Venticinque re­ti per il Napoli, il quinto attacco del campionato dopo Inter, Juventus, Ro­ma e Fiorentina, una forza oggettiva­mente indiscutibile, non un fuoco di pa­glia. Venticinque gol avendo sette can­nonieri, mica uno solo, con gli attaccan­ti - ovviamente - a farla da padrone, ma con i centrocampisti dignitosamente nella scia e pronti a far sentire la pro­pria presenze.

Diciassette giornate di campionato, con quattordici partite re­golarmente autografate dal Napoli, in­capace di segnare soltanto al Cagliari (alla prima), all’Empoli (alla quarta) e a Firenze (alla decima), tanto per con­fermare una tendenza marcatamente offensiva, tanto per sottolineare una vo­cazione indiscutibilmente propositiva.

Il Napoli che segna è una multinazio­nale, ma anche una cooperativa del gol che non risparmpia settori, che parte dalla difesa ( Domizzi), si sviluppa a centrocampo (Hamsyk e Gargano), ov­viamente esalta l’attacco ( Zalayeta e Lavezzi) ma che è capace di spingersi sino in panchina ( Sosa e Bogliacino).

Venticinque reti per sette calciatori, di­stribuzione omogenea d’una produzio­ne ad ampio raggio, che non esclude nessuno. Il Napoli che accende la folla non fa distinzione di fattore campo, in casa o fuori è più o meno la stessa cosa, come dimostrano le tredici reti segnate lontano dal San Paolo, nove delle quali su campi terribili come Udine ( 5) e l’Olimpico di Roma ( 4).

Il Napoli che esulta aspetta i gol di Emanuele Calaiò, rimasto sovente in panchina dopo l’esplosione del tandem Zalayeta- La­vezzi e rimpiange due calci di rigori che avrebbero potuto modificare - e in che modo - l’evoluzione della sua stagione meravigliosa, quattro punti lasciati tra le braccia di Campagnolo della Reggi­na e di Sereni del Torino.

Il Napoli che va sa di avere ancora alcune munizioni, da utilizzare magari nei periodi di vac­che magre: e aspettando i gol su palle inattive di Cannavaro e Contini, due presenze frequenti nell’area di rigore avversaria, scalda comunque il sinistro di Calaiò. E’ lui il personaggio da co­pertina della promozione in serie A, so­no stati i suoi quattordici a tracciare il solco per lo scatto decisivo, e ora, prima che il mercato entri nel vivo, prima che si decida il futuro del centravanti, ci so­no due opportunità da utilizzare.

Il Ca­laiò da stappare nel 2008 chiede spazio a Reja - e a Sosa - per le sfide nella San Siro milanista e con la Lazio; il Calaiò da rilanciare ricomincia dall’ultimissi­mo secondo delle sfida con il Torino: colpo di testa secco, mirato, e palla che va a sbattere contro il palo. Ma quello era ancora 2007.. (antonio giordano) .

FONTE : calcionapoli1926

Nessun commento:

E consigliato per la corretta visualizazzione del blog il browser Firefox