NAPOLI – Restare nella parte nobile della classifica e nel frattempo scovare un paio di giovani promesse per quei ruoli ancora scoperti. Questo prevede la fase 2 del progetto Napoli. Risolte le priorità, con il salto dalla C1 alla serie A, in casa azzurra si sta già lavorando con l’occhio rivolto al futuro sena peraltro trascurare il presente che prevedere una permanenza tranquilla nel massimo campionato.
Marino avremmo messo le mani su uno dei talenti da regalare a Reja a gennaio, da far maturare in casa, da lanciare a colpo sicuro in prima squadra nel prossimo campionato. Le piste portano all’Est, Repubblica Ceca e Slovacchia. Si parla di un attaccante e un centrocampista. I nomi di Tomas Necid (18) e Petr Janda (20) dello Slavia Praga. Ma anche di Marek Stestik (20) del Brno. Attaccanti giovanissimo e centrocampisti ( Michal Svec, 20 anni, sempre nel mirino dello Slavia ) ma già trascorsi nelle nazionali minori dei loro Paesi.
Talenti non costosissimi per i quali vale la pena scommettere a far crescere in panchina all’ombra di Lavezzi e Zalayeta. Attenzioni, però, sono rivolte anche al mercato sudamericano. In particolare a quello uruguaiano, dove suggeriscono Abel Hernandez, attaccante del Central Espanol, ed argentino. Ma sempre tenendo d’occhio la carta di identità. Ecco perché l’ultima voce circolata ieri, relativa ad un interessamento di Oscar Ahumada del Rivel Plate, va presa con il bene dell’inventario.
È un buon giocatore, centrocampista centrale, già nel mirino di altri club italiani in estate, ma ha venticinque anni compiuti e non rientrerebbe nell’identikit tracciato dal diggì del Napoli. Marino si sta muovendo con molta circospezione sul mercato. Un paio di movimenti in entrata ci saranno sicuramente a gennaio. Ma non così eclatanti, né finalizzati al presente, bensì al futuro. La strategia del Napoli è chiara: riuscire a formare un telaio importante di squadra, tassello dopo tassello.
E presentarsi con un collettivo collaudato ai nastri di partenza dei prossimi campionati. Senza l’obbligo di stravolgere l’organico, o catapultarsi in campagna acquisti dispendiose. Un pezzo per volta in ogni ruolo per poi completare il puzzle, magari con una “ciliegina”, tra qualche anno. In tale ottica vanno inquadrati gli acquisti di Gargano, Hamsyk e Lavezzi, giovani di grande avvenire, che stanno maturando al fianco di Blasi e Zalayeta, Cannavaro e Domizzi, gente con quel pizzico di esperienza necessaria.
Ecco perché il Napoli spera di avere risposte convincenti anche da altri calciatori in organico e non a caso De Laurentis ha sottolineato i progressi compiuti da Bogliacino sperando di vedere all’opera anche Calaiò e Rullo. Sapere su chi poter fare affidamento per il futuro sta diventando un’esigenza improrogabile per la società. Politica dei piccoli passi, quindi. Ma passi razionali e lungimiranti.
Se poi dovesse arrivare un piazzamento Uefa, tanto di guadagnato. Ma non dovrà rappresentare un assillo per la giovane pattuglia di Reja, né un illusione per i tifosi. Per questo De Laurentis si ostina a dichiarare che una qualificazione Uefa non rientra tra gli obbiettivi immediati. In realtà, con un Napoli piazzato al sesto posto in classifica che ancora non ha espresso per intero il suo potenziale, un pensiero all’Europa sarebbe anche lecito rivolgerlo. E seppure in gran segreto, nel Napoli c’è chi spera nel miracolo.
Mencocco Fabio (Corriere dello Sport)
WEB-TV NAPOLISTREAMING
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