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martedì 6 maggio 2008

Napoli, svolta in vista: decisi gli obiettivi


Nella giornata di ieri, c’è stato il ritorno in Italia da Los Angeles di Aurelio De Laurentiis, che ospite all’università Luiss di Roma, ha rilasciato alcune dichiarazioni emblematiche e che, giornalisticamente, ci impongono di sollevare qualche dubbio riguardo la permanenza di Edy Reja sulla panchina del Napoli. Il virgolettato, era pressappoco questo: “Ho un direttore generale di altissimo livello come Marino che si occupa di queste cose, adesso pensiamo a concludere bene il campionato. Reja? Sarà quel che sarà”. Insomma, chi si aspettava una conferma spazza-dubbi, è rimasto deluso. Quelle del presidente sono parole che non lasciano presagire un futuro roseo per il goriziano, e che soprattutto vanno a cozzare con quelle pronunciate dallo stesso De Laurentiis non più tardi di un mese fa. Delle due l’una: o mente adesso, o ha mentito allora. A questo dubbio, mi sento di rispondere in prima persona, avendo tra l’altro il piacere di conoscere direttamente il Presidente. Non è un bugiardo, ma una persona per bene e pulita, come poche altre ne sono rimaste in questo calcio; di conseguenza, andiamo per ipotesi alla ricerca di una spiegazione. Alla base di questo cambio di rotta ci potrebbero essere dissidi riguardanti un adeguamento di contratto: è possibile che Reja abbia chiesto che i suoi indubbi meriti gli venissero riconosciuti anche sotto il profilo economico. Oppure, più probabilmente, va valutata un’ipotesi di natura tecnica: il Napoli, nella persone del Direttore e del Presidente, vuole cambiare modulo di gioco, improntando un 4-3-3 o al massimo un 4-2-3-1, mentre dall’altra parte, Reja vorrebbe giocatori adatti al suo amatissimo 3-5-2. A questo punto è probabile che si possa puntare su un allenatore più in sintonia con quelli che sono i dettami dirigenziali, ed il nome, dato che da mesi si parla di lui, non può essere che quello di Delio Rossi. È un tecnico che sposa le idee di De Laurentiis e Marino, ed in passato ha adottato spesso il 4-3-3. A Salerno per esempio, dove praticò un calcio meraviglioso, che io ebbi la fortuna di seguire da vicino. Le esperienze successive, gli hanno poi permesso di completarsi ed evitare gli errori del passato: a parziale conferma di questa ipotesi, vanno i rapporti in rottura con Lotito, e le dichiarazioni del tecnco che puntualmente è il primo a mettere in discussione la sua permanenza romana. Altro nome ipotizzabile è quello di Mario Beretta, svincolabile dal Siena che pensa ad un triennale per Giampaolo. Capitolo mercato: sarà un caso, ma i nomi che gli esperti di mercato associano al Napoli, sono quelli di giocatori che piacciono anche a Delio Rossi, o che comunque rientrano nella sua impronta di gioco: Fornaroli, Cigarini, Granoche, sono tutti calciatori che anche la Lazio ha seguito in passato o sta valutando in questo periodo. Per la difesa piace invece Criscito, giocatore di cui caldeggio l’acquisto, poiché a mio parere andrebbe a comporre con Santacroce la coppia difensiva più forte dei prossimi dieci anni di Serie A. Un altro obiettivo sul quale i partenopei si butteranno con decisione sarà Raffaele Palladino: lo juventino è valutato 12 milioni, gli azzurri puntano ad acquisirlo in comproprietà a 5 o 6 e c’è da scommettere che si farà l’impossibile per tentare si strapparlo a Villarreal, Sampdoria, Fiorentina e Lazio stessa. La sua tecnica non si discute, così come la sua duttilità, che lo candida ad adattarsi ad entrambi i moduli pensati dalla dirigenza azzurra, senza dimenticare che a Salerno palesò un’ottima vena realizzativa. Altro punto a favore dei due è certamente la loro "provenienza": si tratta di due scugnizzi, Criscito di Cercola e Palladino di Mugnano, che assieme ad Esposito andrebbero a concretizzare il sogno di napoletanizzare l’organico. Chiudo con una riflessione su Reja, innanzitutto rendendogli merito per quanto ha fatto e sta facendo e sottolineando di non avere ovviamente assolutamente nulla di personale contro di lui: le mie riflessioni si basano esclusivamente su quanto vedo, e come tutti valuto. Non amo particolarmente il suo gioco, ma d’altra parte non ho problemi ad ammettere di avere visto miglioramenti in questa stagione, specie in determinate partite: a Firenze e Palermo per esempio il Napoli ha fatto benissimo nonostante il punteggio, per tacere delle gare casalinghe contro Juve ed Inter. A Reja imputo di non essere stato in grado di dare continuità a queste prestazioni, e facendo questo, non penso di mancare di rispetto a nessuno: al giorno d’oggi soprattutto, avere il coraggio delle proprie idee è qualcosa di estremamente importante.

FONTE : tuttomercatoweb.com

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